– PROSSIMI EVENTI –

24 ottobre 2018 – ore 20:45 (Teatro Comunale M. Scarpetta)
Stagione Teatrale 2018/2019

Biagio Izzo in “I fiori del latte”

Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra.” Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto I Fiori del Latte. Infatti, in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale. La terra dei fuochi.
La storia è ambientata in un caseificio di prossima apertura che si trova in un paese inventato (Casal di sotto Scalo) in cui due cugini, Aniello e Costantino, dopo anni di sacrifici decidono d’investire tutti i loro risparmi in un’azienda che punta a diventare un modello biologico, un’oasi ecologica dove ogni prodotto è naturale, senza additivi chimici o altre diavolerie. Un caseificio, insomma, che mira a diventare fiore all’occhiello di una zona nota alle cronache per lo sversamento dei rifiuti tossici. Purtroppo, però, alla vigilia dell’inaugurazione i due cugini scopriranno che sotto il recinto delle bufale ci sono dei bidoni sospetti che potrebbero rovinare il loro sogno biologico. Questa scoperta attanaglierà i due protagonisti in un vortice di dubbi. Cosa fare? Denunciare tutto e far chiudere l’azienda ancor prima che apra, oppure fare finta di niente e continuare con questo spettro terribile che divora le loro coscienze?
La forza di questa commedia sta proprio nella capacità di affrontare un tema così attuale e scottante mescolando sempre il divertimento e la comicità con la riflessione e il sociale, senza mai cadere in facili moralismi o in giudizi banali. La scrittura di Tartaglia riesce a smontare con grande ironia e forza comica la dolorosa scoperta di una vita avvelenata da scelte complicate. Con tutta la sincerità e la semplicità che ci regalano questi due “vaccari” napoletani alle prese con rimorsi di coscienza apparentemente insuperabili. Sarà l’arrivo di una donna (ex fidanzata di Aniello) che nasconde una notizia sconvolgente, a dare la forza per affrontare un destino più grande di loro e raccogliere i frutti che i due cugini hanno coltivato con onestà per una vita intera.

 



– EVENTI PASSATI – 

20 – 21 e 22 luglio 2018

Passeggiando da San Pietro a San Raffaele – XX edizione

La passeggiata si svolge lungo le strade del centro storico del paese, nella zona nord-occidentale di Sala. La manifestazione si pone l’obiettivo di valorizzare i monumenti storici, civili e religiosi, presenti nell’area del centro storico cittadino ospitante la passeggiata.
Per l’occasione i monumenti religiosi ed i palazzi gentilizi sono aperti al pubblico; nel loro interno numerosi artisti, artigiani e collezionisti locali, unitamente ad altri provenienti da diverse province italiane, espongono per due intere giornate i manufatti realizzati, dando vita ad un vero e proprio mercato dell’arte.
Vengono serviti piatti di cucina tradizionale salese alla presenza di animatori ed artisti di strada. La prima giornata è dedicata interamente ai ragazzi, in favore dei quali vengono organizzati giochi di squadra lungo il percorso della passeggiata. I giochi sono di diversa natura; si adattano al mutevole contesto ambientale offerto dal centro storico cittadino e sono partecipati anche dai residenti del posto che contribuiscono variamente alla buona riuscita della manifestazione. Le altre due giornate, invece, sono dedicate esclusivamente alla passeggiata, che inizia dalla piazza principale della città, prosegue verso il rione San Pietro, per poi giungere verso la zona nord-occidentale di Sala, coincidente con la parte alta del centro storico, fino a raggiungere località San Raffaele: un luogo panoramico molto suggestivo circondato da una fitta pineta, dal quale è possibile ammirare l’intero Vallo di Diano, i monti ed i paesi che fanno da corollario; il paesaggio che si presenta inconfondibile per bellezza e ricchezza ambientale.

28 e 29 luglio 2018

Toko Film Festival – V edizione

È una rassegna cinematografica di cortometraggi nazionali ed internazionali che nasce dalla collaborazione di un gruppo di ragazzi appassionati di cinema.

Lo scopo è quello di avvicinare il pubblico valdianese ad una realtà, quella del cinema indipendente e sperimentale, viva ed interessante quanto poco nota e mal distribuita.

Le parole chiave sono intrattenimento e sviluppo culturale.

La rassegna si terrà nella splendida cornice del Vallo di Diano e più precisamente presso la suggestiva piazzetta Gracchi di Sala Consilina, luogo che gode di una splendida veduta panoramica del Vallo.

Il Vallo di Diano è un giusto connubio tra natura, paesaggio e arte che custodisce in sé gioielli come la Certosa di Padula o la città-museo di Teggiano. Quindi perfetto “schermo” al servizio della settima arte, la quale a sua volta cercherà di valorizzare e integrarsi con la realtà circostante, ovvero quella della cittadina di Sala Consilina.

30 e 31 luglio 2018

Fritz Festival

Fritz è il festival che parla della provincia. E lo fa senza scuorno.

Fritz è un festival culturale e musicale che parla di qualcosa di serio, ma lo fa senza pesantezza.

PARLIAMOCI CHIARO
Abbiamo deciso di abolire il tono nostalgico normalmente usato per l’argomento e di affrontarlo in modo scanzonato, celebrando le nostre origini e anche le vostre.

3 – 4 e 5 agosto 2018

Rassegna di Arti, Mestieri ed Usanze – XXV edizione

   Rievocazione storica «1535 Carlo V ne la Terra de la sala»

La Rassegna ha per scenario naturale le vie e le piazze del centro storico cittadino. Durante le tre serate, spettacoli, artigianato tipico, antichi mestieri, costumi e rappresentazioni d’epoca fanno rivivere l’affascinante atmosfera cinquecentesca con i suoi momenti di storia cittadina. Accanto alle antiche botteghe artigiane, sono rievocate le tradizioni e le usanze di un tempo: le mamme impegnate nei lavori di casa e nelle attività preparatorie dei corredi nuziali destinati alle proprie figlie; i contadini e gli artigiani, intenti nei lavori tradizionali, circondati da attrezzi ormai in disuso, ecc. Viene riproposta la quotidianità di un tempo, caratterizzata da una pluralità di azioni, dalle più banali a quelle più complesse, che una volta scandivano, lentamente ma inesorabilmente, il tempo nella società di ieri, intrisa di cultura e di tradizioni contadine.

  • 3 agosto: Preparazione della Città all’arrivo di Carlo V e del suo seguito. La manifestazione ha inizio con l’annuncio dell’arrivo dell’Imperatore da parte di Leonetto Mazzacane, emissario di Ferrante Sanseverino (collegamento storico con la manifestazione di Teggiano), il quale giunge a Sala con Carlo V, proveniente da Tunisi. Il paese si prepara ai festeggiamenti: le famiglie nobili ed il popolo scendono in corteo dal centro storico e si recano in piazza con il sindaco e l’emissario di Ferrante Sanseverino. Cominciano i festeggiamenti, che durano fino al mattino del giorno successivo (Carlo V ebbe a quel tempo questo genere di accoglienza anche a Salerno, a Cava de’ Tirreni, a Napoli e a Roma).
  • 4 agosto: Il corteo storico, fino dal primo pomeriggio, aspetta l’arrivo di Carlo V con le sue truppe. Festeggiamenti vari e ampia accoglienza da parte delle famiglie nobili e del popolo: giochi, giostre e tornei di cavalieri si succedono fino a tarda sera. Giunge Carlo V, i giochi s’intensificano e i cavalieri dei 4 casali di Sala si sfidano: il vincitore accompagnerà l’Imperatore e il Sindaco lungo il percorso storico, nel centro storico, dove nelle taverne i nobili ed il popolo festeggiano Carlo V.
  • 5 agosto: I festeggiamenti e l’arrivo di Carlo V si ripetono nel modo già avvenuto il giorno precedente, la sola differenza è che Carlo V è interpretato dall’attore Fabio Fulco.

17 – 18 – 19 – 20 e 21 agosto 2018

Villa in Festa – V edizione

Ben armonizzandosi con la stagione estiva e i tempi di vita sociale, tra le altre cose, ha per obiettivo anche la valorizzazione del verde pubblico cittadino e delle tipicità locali, a beneficio dell’intera collettività.

 

1 e 2 settembre 2018

Passeggiando da San Pietro a San Raffaele 2018 sul Grande Schermo

La manifestazione, organizzata dall’Associazione culturale AllegraCore di Sala Consilina, integra e completa quella denominata «Passeggiando da San Pietro a San Raffaele», XX edizione, già realizzata nei giorni 20, 21 e 22 luglio 2018 in varie località del centro abitato.

Si terrà presso l’area esterna del Polo Culturale Cappuccini e ha per obiettivo quello di offrire ai cittadini salesi e ai soci, collaboratori e simpatizzanti dell’Associazione due serate di divertimento, arricchite con degustazioni varie di prodotti tipici locali, e la visione di un film sulla XX edizione della Passeggiata, realizzato nel passato mese di luglio.

 

15 settembre 2018

I Cronoscalata S. Michele di Sala Consilina 

L’evento si propone come prova unica per il “Campionato Regionale Campania FCI Cronoscalata“, per il quale è stata richiesta l’assegnazione.

Pensato per le bici da strada, sarà inoltre possibile partecipare in mountain bike, concorrendo in classifica unica speciale mtb.

Il nastro di partenza sarà teso nel cuore del tessuto urbano di Sala Consilina (SA), presso il Palazzo Quattro Torri a quota 551 m slm, volgendo lo sguardo in direzione sud-est. Da qui inizierà la scalata dei 436 m D+ distribuiti lungo 6 km ed altrettanti tornanti della parte finale, la più impegnativa, la quale conduce al traguardo presso il Santuario di San Michele Arcangelo, posto a 966 m slm sul Monte Balzata.

Al termine, ricche premiazioni e pasta party accoglieranno e allieteranno i partecipanti nel centro di Sala Consilina.

Il costo di iscrizione è di 10 euro e include il noleggio del chip per la telemetria affidata a Crono GEM.

Sarà presente uno stand ove sarà possibile riparare biciclette, in vista della Pedalata Ecologica del giorno dopo.

16 settembre 2018

Pedalata Ecologica di Sala Consilina 

Pedalata aperta a tutti e a tutti i tipi di bicicletta, lungo le vie del centro e della periferia di Sala Consilina, ad andatura controllata e con ristoro intermedio.

Il percorso sarà temporaneamente chiuso al traffico durante il transito.
È obbligatorio l’uso del casco.

Contributo di partecipazione di 3 euro per copertura assicurativa, assistenza sanitaria e meccanica sul percorso, ristoro e premi a sorteggio.

Bicicletta in palio per il 1° estratto.

Il ritrovo è in Piazza Umberto I, alle ore 8:00, con partenza fissata alle ore 9:15.

I giorni della Festa

28 settembre

Nove giorni prima è iniziata la novena al Santuario alle sei del mattino. Tradizionalmente si svolgeva con questo orario per consentire poi di dedicarsi ai lavori della terra e al governo degli animali della stalla.
La sera del 28 si porta in processione la Barca con «l’Angelo», preceduta da una fiaccolata formata dai ragazzi del quartiere di Sant’Eustachio che inneggiano a San Michele, da un sonatore di organetto o di zampogna e da un trofeo di uva, pampini, foglie d’edera e altre primizie della terra “lu jardínu ri Sandu Michèli”. Il percorso del corteo attraversa il paese partendo da qui e segue il giro inverso rispetto a quello che farà la processione del giorno successivo. Sosta davanti a ogni immagine di San Michele che incontra lungo il tragitto e l’Angelo recita le tre invocazioni rituali e offre simbolicamente i fiori, l’incenso o il «ferro» e il cero. Sul sagrato della chiesa dell’Annunziata, dopo le invocazioni e l’offerta, la «Barca», che gli uomini recano a spalla, è presa a braccia e, tra gli incitamenti della folla le vengono fatte fare tre veloci oscillazioni avanti e indietro, forse a imitazione del movimento del mare, come spiegano i partecipanti al rito. In questo rituale è tuttavia da vedere un tentativo simbolico di sfondamento delle porte della chiesa che rimangono fermamente chiuse, in quanto alla processione non partecipa il clero locale, forse per antichi contrasti avendo la cerimonia vari riferimenti «pagani». È pertanto solo ‘laica’, cioè voluta e condotta secondo il più autentico spirito popolare, legato alla tradizione. Presso la chiesa di Sant’Eustachio si «sale» il palo della cuccagna, lu pàlïu, e si brucia il «Vecchio» e la «Vecchia», che rimandano al «sacrificio dello spirito del grano», due fantocci di carta colorata a cui sono uniti petardi, ulteriore connotato agricolo della festa. Per terminare la serata ci si reca al Santuario, dove i devoti rimarranno per tutta la notte, tra preghiere e canti in onore del Santo.

 

29 settembre

Il mattino successivo (29 settembre) la statua del Santo viene portata in paese, preceduta dai cindi e da ceri votivi, dai membri della Confraternita, col vessillo e lo stendardo, vestiti di cotta bianca lunga, mozzetta gialla, cappuccio bianco sulle spalle, fascia traversa verde, foderata di rosso e con lo stemma e il motto di San Michele ricamati pure in rosso, e medaglione in lamina sbalzata. Il priore reca il bastone sormontato dalle lettere SMA in ottone. Giunti davanti all’edicola di «San Michelicchio» all’ingresso del paese, l’immagine sacra viene rivestita di tutti gli ex voto d’oro. Seguono le invocazioni dell’Angelo, e la processione, a cui s’è aggregata la banda, si riavvia, con l’Angelo in testa al corteo, percorrendo la parte alta del paese. Ci si ferma davanti alla casa di chiunque debba fare un’offerta o sciogliere un voto: la statua è posata per la sosta su un tavolo addobbato con le tovaglie migliori, l’offerta un tempo era fissata con gli spilli a un nastro sospeso alla statua, ora riposta in un cassettino trasparente ai suoi piedi.
Nel cuore della Cívita verso Sant’Eustachio è stato preparato un primo jardínu o uórtu ri Sandu Michèli: un’impalcatura a due piani appoggiata al muro d’una casa e coperta di rami d’edera e di vite, fiori di campo e di montagna, uva e ortaggi. Quando la statua vi giunge, viene offerto al Santo, calandolo con una corda passante per una carrucola sospesa in alto sulla via, un grande grappolo, mentre altra uva è distribuita fra tutti i presenti. Altri «giardini» sono allestiti alle due estremità dello spiazzo adiacente alla chiesa di Sant’Eustachio, dove si svolgerà il «volo dell’Angelo», sacra rappresentazione legata non soltanto alle feste michaeliche, molto diffusa nel Cilento e presente in Basilicata, Campania e Molise. Lungo una robusta fune, tesa tra il balcone d’un’abitazione posta a un capo della piazza e un palo fissato all’altro di fianco alla chiesa, un fanciullo è fatto muovere, «volare» per tre volte, a circa otto metri dal suolo, sino al simulacro di San Michele. Ed ogni volta egli rivolge al Santo le solite invocazioni e presenta le rituali offerte, dopo essere stato calato dinanzi a Lui per mezzo d’una fune secondaria che scorre nella carrucola, in dialetto locale detta taròcciula, che muove l’Angelo. Alla fine sono offerti ancora una volta i frutti della terra al Protettore.
La processione continua sino alla Piazza principale, dove verso mezzogiorno e mezzo è celebrata all’aperto la solenne liturgia eucaristica con la presenza del Vescovo della Diocesi. Si assiste quindi ai fuochi d’artificio, li spari, che annunziano l’entrata di San Michele nella chiesa dell’Annunziata.

 

30 settembre

Il giorno 30 il simulacro è talvolta portato processionalmente, in forma meno rituale e solenne con l’ausilio di autoveicoli, anche nelle campagne per la benedizione delle attività agricole, chiara innovazione sopravvenuta dopo il secondo Conflitto mondiale.

I festeggiamenti terminano a tarda sera con un concerto musicale di artisti di fama nazionale offerto ai numerosissimi partecipanti provenienti da ogni dove.

Quest’anno è previsto il concerto di Arisa alle 21:30.

 

24 settembre 2018 – ore 11:00 (Auditorium Polo Culturale ‘Cappuccini’)

Inaugurazione del Museo Archeologico

Agli inizi del IX sec. a.C. gruppi di ‘Villanoviani’, i progenitori degli Etruschi, dal Lazio si spostano verso sud alla ricerca di fertili territori da colonizzare. Essi si stabiliscono nella piana campana (Capua) e nell’Agro Picentino (Pontecagnano), inoltrandosi fino al Vallo di Diano, dove fondano l’insediamento di Sala Consilina.

A differenza di Capua e Pontecagnano, Sala Consilina non diventerà una città etrusca, poiché la componente indigena locale di cultura enotria prevarrà su quella di tradizione villanoviana.

La vita dell’insediamento è raccontata attraverso il linguaggio delle tombe e degli oggetti nel nuovo Museo Archeologico di Sala Consilina, voluto fortemente dal MIBAC e dall’Amministrazione Comunale, per restituire alla comunità locale un importante tassello della propria storia.